MI RIMANGONO DA VIVERE DUE GIORNATE E UN RISVEGLIO

di Richard Cartwrigh

Richard Cartwright, condannato a morte in Texas, ha scritto un diario per gli amici. Del diario, che si concentra in gran parte negli ultimi tre mesi di vita di Richard, successivi alla fissazione della sua esecuzione per il 19 maggio 2005, riportiamo la 36-esima ed ultima puntata.

(Traduzione di Laura Silva)

 

Martedì 17 maggio 2005, ore 5.25

 

Ancora due giorni e un risveglio prima che il braccio sanguinario della giustizia mi tolga la vita.

A Wolfe rimane oggi, e un risveglio.

Dicono che questo è un modo umano di uccidere. Tutte stronzate. Per me non è affatto umano, e non mi sembra umano il dolore che provo nel cuore per la tristezza e la disperazione nascoste dietro alle risa e ai sorrisi dei miei cari. (Noi, finché si può, si ride e si sorride.)

 

ore 18.28

 

Bene. Buona sera, e benvenuti alla mia più grande nonché ultima serata, mentre mi avvicino alla morte, che mi attende.

Ho una cosa da dirvi subito.

Ho appena passato le due ore più dure della mia vita.

Mia madre è andata a prendere mia figlia Ricki a scuola per farle vedere il papà per l'ultima volta.

Ho tenuto botta per quasi tutta la visita con Ricki fino alle ultime due ore. Guardare gli occhi belli di mia figlia e saper in cuor mio che sarebbe stata l'ultima volta in cui avrei posato il mio sguardo su di lei.

Come si può non piangere, guardando in quegli occhioni da cerbiatta?

Abbiamo parlato delle cose pratiche della vita come la scuola, essere buona con il fratellino, dare ascolto alla mamma.

Poi abbiamo parlato dell'Eternità, del Per sempre, di Dio. Concetti difficili da afferrare per una ragazzina di 8 anni, specialmente se pronunciati da un padre in lacrime, che singhiozza ogni due parole. Giurerei di aver visto un lampo di comprensione nello sguardo di Ricki - comprensione che sì, le cose stanno proprio così. Potrei sbagliarmi, ma forse no.

Continuavo a dirle "Ricordami sempre, principessa, perché io veglierò sempre su di te".

Certo, la nonna ci metteva qualche parola, nel vedere che il papà non poteva parlare per le lacrime e l'emozione che mi soffocava.

Due ore molto, molto, molto dure, e manco erano due ore piene. Sono riuscito a dominarmi fino a quel momento, e poi basta, non ce l'ho più fatta.

Alla fine della visita, avevo addosso una tale sensazione di... non so... di... sì ci arrivo: di PUNTO FINALE... ecco l'espressione giusta.

Ricki se ne va, lanciando a suo padre i suo bacini, facendo la sua buffa danza Ha Ha!! Angelo di papà.

Potrei forse chiedere alla mamma di Ricki di vederla ancora giovedì, il giorno del mio sacrificio umano, decretato dallo stato, ma non sono sicuro che per Ricki sarebbe un bel vedere.

Oggi ero l'unico a piangere, ma giovedì chissà.

Mia madre aveva le lacrime agli occhi ma è riuscita a contenerle, a differenza di me. Ho voglia di imprecare e gridare e maledire questo sistema giudiziario, ma non migliorerei le cose. Vede, pastore John, sto migliorando!!! [...]

Ancora una volta, devo ergermi a dire: non credo che questa esecuzione sia molto umana. [...]

 

E' ora di far dormire la macchina da scrivere e di sbrigare alcune faccende, prima della visita di domani.

I miei cari staranno là fuori a veder portare via Bryan Wolfe per l'ultima volta, sapendo che la stessa sorte li aspetterà il giorno dopo.

 

18 maggio 2005, ore 3.24

 

Beh, sedevo a un passo da Bryan Wolfe oggi, durante la sua ultima visita. Durissimo vedere le lacrime e le emozioni che prorompevano irrefrenabili alla fine della visita, sapendo che domani sarà il "nostro" turno.

Mia madre, e altri, piangevano e consolavano i visitatori di Wolfe e io sedevo lì provando... grande grande tristezza per il mio amico e la sua famiglia!

Quando Wolfe è passato vicino al mio box, l'ho guardato negli occhi e gli ho detto "Mi raccomando, a testa alta!" e lui mi ha risposto "Puoi giurarci, Chi-Town!".

E' un grande, spero di poter mostrare la sua stessa forza e dignità.

Quando sono ritornato alla mia gabbia, Robert Shields mi ha mandato il resoconto scritto di quello che aveva visto fuori dalla finestra. Gliel'avevo chiesto io, per tenervi aggiornati. Ho anche domandato a Robert se poteva fare altrettanto domani, quando sarà il mio turno di salire sul furgone della morte....

La reale consistenza  di tutto questo mi sfugge ancora, e vorrei che così non fosse.

Provo davvero una grande pace nel cuore, ma so che tutti i cari che mi lascerò dietro...

Interessante nota  a margine. Ieri era l'ultimo giorno dei 4 lavorativi per gli agenti esterni e qualcuno di essi è venuto da me augurandomi buona fortuna e raccomandandomi di tener duro.

Ho pensato sia giusto dirvelo, perché vi informo quando mi trattano male, vero o no? Hahaha!

Lo dico sempre, c'è del buono e del cattivo in ogni gruppo di persone, non si può condannare un insieme per colpa di qualcuno, a meno che quel gruppo non sia di condannati a morte, ovviamente!!!!

Il ricordo dell'addio a mia figlia è un assillo. E' un dolore inesprimibile e fa male sapere che non la rivedrò mai più.

Abbiamo provato a chiedere se potevamo toccarci, tenerci la mano, o abbracciarci, ma la ovvia risposta è stata NO!

Mouse, ti ringrazio di cuore per averci provato.

Dio non mi concede il pensiero di toccare la mia bambina prima che questa pellaccia di yankee tiri le cuoia, domani, eh.

Tutto sommato è incredibile come la sto prendendo, mi stupisco di me stesso. Credevo che sarei stato pieno di furore e di odio, oppure che mi venisse una sana incazzatura o qualche altro sentimento... tutto tranne come mi sento in realtà.

Sono davvero in pace con quello che succederà domani.

So che probabilmente pensate che sono tutte balle, ma è la verità.

La parte davvero difficile è, come dico sempre, tutto quello che soffrirà la mia famiglia.

Se solo aveste potuto vedere gli occhi di mia madre oggi, che teneva tra le braccia la ragazza di Bryan mentre lo portavano via, quello sguardo della ragazza di Bryan, e l'estrema disperazione e il dolore, giuro, assolutamente insopportabili; non sono riuscito a guardare, ho girato la testa.

Ma ho ancora negli occhi quel dolore assoluto, bruciante in lei, e in mia madre che sicuramente pensava: domani tocca a me vedere mio figlio portato via per l'ultima volta... [...]

 

19 maggio

 

Sono alla Walls Unit e tutto è preparato. Un viaggio d'inferno, ma è giunta l'ora. Ho avuto l'ultimo pasto, ho fatto l'ultima telefonata.

Sono stato trattato con rispetto da tutti qui alla Walls Unit, sono in pace con Dio, e pronto ad andarmene. No, non pronto, ma dovrò andarmene comunque, non opporrò resistenza.

 

Per favore, tenete viva la lotta. Che non muoia con me!

E voi del braccio della morte, fate onore a voi stessi, rialzate la testa con piena dignità.

Dio vi benedica e vi protegga. Con amore, Rich Cartwright