FOGLIO  DI COLLEGAMENTO  INTERNO

 

DEL COMITATO PAUL ROUGEAU

 

Numero 261  -  Luglio 2019

Andrea Camilleri socio onorario del Comitato Paul Rougeau

SOMMARIO:

 

1) Trump resuscita la pena di morte a livello federale

2) Larry Swearingen riuscirà ad arrivare a fine mese?

3) North Carolina: pena di morte per un delitto efferato

4) Il presidente dello Sri Lanka otterrà la pena di morte?

5) Il presidente delle Filippine vuole impiccare i criminali

6) Ho assistito ad un'esecuzione. Questo è ciò che ho visto

7) Addio, caro socio Andrea Camilleri!

8) Notiziario: California, Cina, Indiana, Iran, New Mexico, North Carolina,              Texas

1) TRUMP RESUSCITA LA PENA DI MORTE A LIVELLO FEDERALE

 

Con sole tre esecuzioni portate a termine nell’ultimo mezzo secolo, la pena di morte a livello federale negli Usa era considerata di fatto estinta. Ci pensa ora Donald Trump a resuscitarla.

 

L’Attorney General (Ministro della Giustizia) degli Stati Uniti, William Pelham Barr, il 25 luglio ha annunciato la ripresa delle esecuzioni a livello federale rendendo noto che sono state fissate le date di esecuzione di 5 condannati.

“Il Congresso ha espressamente autorizzato la pena di morte con la legge approvata dai rappresentanti del popolo in tutti e due i rami del Congresso e firmata dal Presidente”, ha dichiarato Barr. “Sotto le amministrazioni dei due partiti [Democratico e Repubblicano] il Dipartimento di Giustizia ha chiesto la pena di morte per i peggiori criminali, tra cui questi cinque omicidi, ciascuno dei quali fu condannato da una giuria di suoi pari dopo un procedimento esaustivo e giusto. Il Dipartimento di Giustizia attua lo stato di diritto – noi lo dobbiamo alle vittime e alle loro famiglie di eseguire le sentenze emesse dal nostro sistema di giustizia.”

La notizia ha suscito grande scalpore in tutto il mondo dal momento che a livello federale, con sole 3 esecuzioni portate a termine dopo il ripristino della pena di morte federale avvenuto nel 1988 (1), la pena capitale era considerata estinta.

Essendo evidente che l’iniziativa forcaiola origina dal presidente Donald Trump, lo sdegno del mondo civile è diretto in primo luogo nei riguardi di costui.

Nel calendario delle prossime esecuzioni federali vediamo che dovranno essere messi a morte nella prigione federale di Terre Haute nell’Indiana: Daniel Lewis Lee, il 9 dicembre; Lezmond Mitchell, l’11 dicembre; Wesley Purkey, il 13 dicembre; Alfred Bourgeois, il 13 gennaio 2020; Dusten Honken, il 15 gennaio 2020.

Tali condannati sono accusati di crimini terribili consumati ai danni di bambini, ma non saranno gli unici ad essere messi a morte prossimamente. Il Dipartimento di Giustizia ha preannunciato la fissazione delle date di esecuzione per altri tra i 62 ospiti del braccio della morte federale (nei bracci della morte statali si trovano attualmente 2.743 condannati).

È stato reso noto che per uccidere i condannati verrà usato un solo farmaco che si ritiene di facile reperimento: il pentobarbital.

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(1) Si tratta delle esecuzioni di Timothy McVeigh, messo a morte l’11 giugno 2001 (v. n. 87), di Juan Raul Garza, messo a morte il 19 giugno 2001, e di Louis Jones, messo a morte il 18 marzo del 2003 (v.n. 106). Queste 3 esecuzioni sono state le uniche ad essere portate a termine dopo il 15 marzo 1963 quando Victor Feguer, colpevole del rapimento e dell’uccisione di un ostaggio, un reato federale, fu impiccato nello Iowa. Feguer riteneva a buon diritto di essere l’ultimo nella storia degli USA ad essere ‘giustiziato’ in ambito federale. “Confido veramente di essere l’ultimo ad andare,” disse prima di essere incappucciato.

2) LARRY SWEARINGEN RIUSCIRÀ AD ARRIVARE A FINE MESE?

 

Staremo col fiato sospeso fino al 21 agosto, data fissata per l’esecuzione di Larry Swearingan, amico del Comitato Paul Rougeau fin dal 2008, un amico che abbiamo anche aiutato finanziariamente per la sua difesa legale. Speriamo che l’avvocato James Rytting riesca per la sesta volta a salvare Larry.

 

L’esecuzione di Larry Ray Swearingen rimane fissata in Texas per le ore 18 del 21 agosto p. v. (1)

La difesa di Larry, che in vari modi è riuscita a evitargli l’iniezione letale per ben 5 volte, non si dà per vinta e sicuramente farà di tutto per consentire a quest’ultimo di vedere la luce del 22 agosto.

Larry è un amico del Comitato Paul Rougeau che nel corso degli anni gli ha anche dato degli aiuti finanziari per la sua difesa legale.

Siamo in contatto con l’avvocato di Larry, James Rytting, il quale ci ha detto di avere la speranza di salvarlo ancora una volta.

Larry Swearingen è stato condannato a morte 19 anni fa, accusato di aver ucciso la studentessa 19-enne Melissa Trotter in un giorno compreso tra l’8 dicembre del 1998 e il 2 gennaio del 1999. Si è sempre dichiarato con forza innocente. La famiglia di Melissa Trotter chiede con insistenza l’esecuzione di Larry. (2)

Ricordiamo che Melissa Trotter conobbe Larry Swearingen all'inizio di dicembre del 1998. L’8 dicembre 1998, Melissa e Larry sono stati visti insieme nel campus frequentato dalla ragazza. Dopo aver lasciato il campus quel giorno, Melissa non è stata vista da nessuno al difuori di Larry. Il 2 gennaio 1999 il corpo di Melissa Trotter fu trovato da due cacciatori nella foresta nazionale Sam Houston. La ragazza risultava strangolata con un pezzo di una calza di nylon.

L’11 dicembre 1998, assai prima che il corpo di Melissa venisse scoperto, Larry era stato arrestato per aver violato il codice stradale ed era ancora in carcere quando fu trovato il corpo della ragazza.

La polizia perquisì il camper in cui Swearingen viveva con sua moglie. All'interno, la polizia trovò un pacchetto di sigarette, della stessa marca che Melissa fumava e un accendino simile a quello di Melissa. Né Swearingen, né sua moglie fumavano. In seguito fu trovata nei pressi del camper la parte mancante della calza fatidica. Larry sostiene che il corpo di Melissa fu lasciato nella foresta Sam Houston da chi l’ha uccisa e ha voluto incastrarlo. In effetti la polizia aveva ispezionato più volte la foresta Sam Houston senza trovare il corpo dalla ragazza.

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(1) V. n. 257

(2) V. nn.: 165; 166; 168; 169; 174; 177; 183; 190; 191; 195, Notiziario; 196; 199; 202; 203; 204, Notiziario; 209, Notiziario; 212; 214; 215; 224; 225; 231, Notiziario; 232; 235; 240; 242; 256, 257

3) NORTH CAROLINA: PENA DI MORTE PER UN DELITTO EFFERATO

 

Si persegue la pena di morte in uno stato poco incline a infliggere condanne capitali.

 

In North Carolina il Procuratore Distrettuale Matt Scott ha dichiarato che intende ottenere la pena di morte per il 34-enne Michael Ray McLellan accusato dell’omicidio della minorenne Hania Aguilar, interrompendo così una moratoria in essere dal 2006.

McLellan è accusato di omicidio di 1 ° grado, stupro di 1 ° grado (1), rapimento di una bambina, occultamento della morte di una bambina e furto di un autoveicolo.

"In questo caso intendiamo chiedere la pena di morte", ha detto Scott al giudice Robert "Frank" Floyd Jr. il 6 giugno u. s.

In tribunale Matt Scott ha descritto l’uccisione della Aguilar, che aveva 13 anni, come "particolarmente efferata, atroce e crudele" e ha affermato che il modo in cui è morta ha influito fortemente sulla sua decisione di perseguire la pena capitale.

McLellan, vestito con una tuta grigia e scarpe da ginnastica bianche, non parlava. Del sangue si vedeva sopra il suo occhio destro.

Lo sceriffo Burnis Wilkins ha riferito che quando McLellan è arrivato indossava un orologio, che ciò era contro le regole e che l’arrestato aveva opposto resistenza agli agenti mentre glielo toglievano. McLellan ha anche sbattuto ripetutamente la testa contro il muro e ha rifiutato di essere medicato.

Floyd ha programmato la prossima udienza per il caso McLellan per il 9 settembre.

L'ultimo giustiziato nella Carolina del Nord è stato Samuel Flippen, messo a morte il 18 agosto 2006 per l'omicidio della figliastra di 2 anni. Dopo quella esecuzione si è stabilita una moratoria non ufficiale sulle esecuzioni.

Nel caso della pena capitale, la legge consente all'imputato due avvocati, ha ricordato Harold Butch Pope, avvocato difensore di McLellan. Pope controllerà le prove e collaborerà con l'altro avvocato difensore non appena ne verrà nominato uno.

Pope ha detto alla corte che le comunicazioni con l’imputato sono state problematiche e che non aveva avuto abbastanza tempo per rivedere le informazioni o comunicare correttamente con McLellan, che ha dovuto parlare al telefono con il suo cliente separato da una barriera di vetro.

"È stato difficile per lui sentirmi e difficile per me sentirlo", ha detto Pope. L’avvocato ha anche riferito che durante le visite a McLellan nella prigione centrale di Raleigh, gli erano state fornite scarse informazioni e accessi limitati.

"Oggi è il primo giorno in cui sono stato con lui nella stessa stanza senza vetro o barriera", ha detto Pope “e ho potuto sentirlo”.

La madre di Hania, Celsa Maribel Hernandez Velasquez, presente durante l’udienza, ma non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Anche Scott e Pope hanno rifiutato di commentare.

Hania Aguilar fu rapita all'incirca alle 6:50’ del mattino il 5 novembre scorso mentre andava ad avviare il SUV Ford Explorer di sua zia. Suo cugino assistette al rapimento e disse alle forze dell'ordine che un uomo di colore, con indosso abiti scuri e una bandana gialla in faccia, si era avvicinato alla ragazza, l’aveva costretta a salire sul SUV ed era partito.

Il corpo di Hania Aguilar è stato trovato il 27 novembre scorso. Dall’autopsia è risultato che era stata violentata e verosimilmente era morta per strangolamento.

McLellan – che aveva gravi precedenti penali ed era in libertà vigilata - è stato arrestato per il rapimento e l’uccisione della Aguilar il 7 dicembre. Il 6 maggio è stato incriminato nel tribunale della Contea di Robeson.

Il caso di Hania Aguilar ha indotto la comunità locale a dare un forte sostegno alla sua famiglia. Le persone si sono unite in preghiera per Hania. Alla sua famiglia è stata assegnata una casa prefabbricata lontana dal parco dove è stata rapita Hania. Più di 20.000 dollari sono stati raccolti in breve tempo on line per la famiglia.

C'è stato un servizio funebre pubblico presso la Lumberton Senior High School a cui hanno partecipato centinaia di persone. Gli studenti delle scuole pubbliche della Contea di Robeson per onorare la studentessa del Lumberton Junior High School si sono anche vestiti di viola, il colore preferito da Hania. (Pupa)

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(1) In North Carolina ai minorenni non è consentito di fare sesso, quindi qualsiasi forma di attività sessuale con loro, anche consenziente, è considerata stupro e viola la legge.

4) IL PRESIDENTE DELLO SRI LANKA OTTERRÀ LA PENA DI MORTE ?

 

La determinazione del presidente dello Sri Lanka, che vuole ripristinare la pena di morte in un paese che non la usa da quarant’anni, è pari a quella del Parlamento che si oppone al ripristino.

 

Maithripala Sirisena, presidente dello Sri Lanka, vuole a tutti i costi resuscitare la pena di morte nel suo paese, non più usata dal 1976. Ed anzi, dato per scontato di riuscirci, ha bandito un concorso per l’assunzione dei boia tra i maschi di età compresa tra i 18 e i 45 anni dotati di “un eccellente carattere morale” e di “forza mentale”: tra 100 candidati ne sono stati scelti 2. Il 26 giugno aveva già fissato le date per l’impiccagione di 4 condannati per spaccio di droga, senza rivelare le date delle esecuzioni né i nomi dei detenuti da impiccare.

L’iniziativa di Sirisena ha trovato una inaspettata forte resistenza nel Parlamento dello Sri Lanka che ha deciso di sospendere fino alla fine di ottobre le esecuzioni già fissate da Sirisena. Il parlamentare Bandula Lal Boscolo ha presentato una proposta di legge per abolire definitivamente la pena di morte e sostituirla con l’ergastolo.

Sirisena da una parte si dice sicuro di vincere la sua lugubre battaglia e dall’altra, il 14 luglio, ha minacciato una ‘giornata di lutto nazionale’ caso mai la perdesse.

I dati diffusi dal governo dello Sri Lanka dimostrano che effettivamente l’uso delle droghe è molto diffuso tra i giovani nel paese. I dati raccolti dalla polizia e dalla task force presidenziale sulla prevenzione della tossicodipendenza dicono che 150.000 minorenni usano eroina e 6.100 di essi sono diventati dipendenti dall’eroina. 300.000 giovani fanno uso di cannabis.

Maithripala Sirisena si è sforzato di giustificare la sua iniziativa sia con il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres che con Amnesty International, senza riuscirci.

Lo Sri Lanka ha firmato dichiarazioni internazionali contro la pena di morte e la proposta del presidente non ha migliorato la posizione internazionale del paese. Lo Sri Lanka ha firmato sia la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo che il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, trattati che enfatizzano il diritto alla vita e obbligano gli Stati ad imporre la pena di morte solo nelle circostanze più eccezionali e per i reati più gravi, tra i quali non si possono annoverare i reati di droga.

5) IL PRESIDENTE DELLE FILIPPINE VUOLE IMPICCARE I CRIMINALI

 

Rodrigo Duterte, il sanguinario Presidente delle Filippine, mandante di migliaia di esecuzioni extragiudiziali, ha rilanciato la sua iniziativa per introdurre la pena capitale nel suo paese.

 

“Usa una fune per appenderli ed evita di sprecare i soldi della gente,” ha detto la sera del 25 luglio il presidente della Filippine Rodrigo Duterte lanciando una campagna per il ripristino della pena di morte nel suo paese (1).

Duterte ha detto che se potesse fare a modo suo, userebbe le corde per impiccare invece di sprecare soldi per comprare i proiettili per il plotone d’esecuzione.

La politica aggressiva di Rodrigo Duterte ha un notevole supporto popolare. Alla vigilia della sua vittoria nelle elezioni presidenziali del 2016 Duterte aveva apertamente dichiarato: “Se arrivo al palazzo presidenziale farò esattamente ciò che ho fatto come sindaco. Voi spacciatori, rapinatori e buoni a nulla fareste meglio ad andarvene perché vi ucciderò”.

Duterte ha ora detto di condividere la proposta del senatore Christopher "Bong" Go, di includere il saccheggio tra i reati capitali.

Go si era lamentato del fatto che non sembra esserci un minimo sostegno dei suoi colleghi al Senato per includere il reato di saccheggio tra quelli punibili con la morte.

Duterte ha detto che non ci sono motivi per rifiutare la proposta di Go da parte dei parlamentari o dei funzionari del governo a meno che non siano corrotti.

Il portavoce presidenziale Salvador Panelo ha dichiarato che Duterte sostiene la pena di morte per punire i crimini commessi sotto l'effetto di droghe e durante i saccheggi.

Il capo della polizia filippina Oscar Albayalde ha espresso il suo favore al ripristino della pena di morte, dicendo di preferire l’iniezione letale come metodo di esecuzione.

"Probabilmente non è la cosa più importante, ma qui siamo persone civili e l’iniezione letale sarebbe sufficiente", ha detto Albayalde.

Egli ha affermato che la pena di morte "probabilmente" costituirà un deterrente per gli spacciatori di droga e i finanziatori, ma ha sottolineato che un'applicazione più rigorosa della legge è ancora il mezzo migliore.

Oscar Albayalde ha detto anche che l'imposizione della pena di morte dovrebbe dipendere dal volume di droghe sequestrate alla persona condannata per il crimine.

Secondo Albayalde la pena di morte dovrebbe essere comminata solo a coloro che trafficano chili di droga e a coloro che gestiscono laboratori per la produzione della droga.

Albayalde ha affermato che la pena di morte non andrebbe contro i poveri, sostenendo che la pena capitale dovrebbe essere applicata nei confronti dei grandi trafficanti.

Il presidente del Senato Vicente Sotto III ha dichiarato che l’iter per reintrodurre la pena di morte potrebbe essere facilitato se la proposta legislativa riguardasse solo i grossi trafficanti. (Pupa)

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(1) Sulle migliaia di esecuzioni extragiudiziali ordinate da Rodrigo Duterte e sulle sue richieste della pena di morte v. nn. 229; 230; 231 (2 articoli); 233; 236; 238; 239; 240; 244, Notiziario; 247, Notiziario.

6) HO ASSISTITO AD UN'ESECUZIONE. QUESTO È CIÒ CHE HO VISTO

 

Jeremy Campbell, un giornalista della Georgia che il 20 giugno scorso ha assistito alla 1500-esima esecuzione portata a termine negli Stati Uniti dopo il ripristino della pena capitale - l’ultima in ordine di tempo - ha scritto quanto segue.

 

Ho registrato la mia esperienza minuto per minuto su un piccolo taccuino di 13 per 18 centimetri con le linee blu, del tipo che si usa nella scuola elementare. Quel taccuino e due matite numero 2 vengono dati ai testimoni dei media dall’amministrazione carceraria. Ci è stato chiesto di lasciare tutto il resto: i dispositivi di registrazione, i telefoni cellulari, qualsiasi cosa che possa comunicare con il mondo esterno.

Fuori è buio pesto. Il furgone della prigione che mi trasporta si ferma su una parete di filo spinato che si estende per almeno 7 metri. Una guardia esamina il nostro furgone. Usa uno specchio per controllarlo sotto e sotto il cofano per sicurezza prima di entrare nella parte più interna della prigione. Qualcuno urla "Apri il cancello interno!" E proprio così, siamo nel cuore del braccio della morte.

Sono rapidamente scortato in una piccola stanza con circa 30 persone. Ci sono tante guardie armate quante ce ne sono di noi senza armi. Ci sediamo tutti in banchi di legno che sembrano provenire da una chiesa. Ci sono tre file ... o forse quattro. Ci sediamo spalla a spalla. Riconosco i capelli rosa di una donna seduta a due posti da me. Ricordo dalla mia ricerca che il condannato aveva un’amica di penna con la quale corrispondeva dal braccio della morte. Tutti fissano la finestra di vetro nella parte anteriore della stanza. La finestra larga circa 7 metri e alta circa 2 metri permette una vista panoramica della camera dell’esecuzione. La nostra stanza è tranquilla e silenziosa, si sente solo il ronzio delle luci fluorescenti.

Marion Wilson è dall'altra parte del vetro al centro della stanza su una barella inclinata all’incirca di 40 gradi. È vestito di bianco con le braccia distese che mostrano la sua ‘apertura alare’, le mani fissate con nastro adesivo trasparente, ciascun palmo poggiato su un piano. Con le braccia aperte e in posizione elevata sembra quasi un crocifisso. Vedo i tubi in un braccio e il cardiofrequenzimetro dall'altro. È lucido. Si guarda intorno nella stanza. Contatto visivo. Sbatte le palpebre.

Questo è l'uomo che guarderemo mentre morirà.

Il direttore del carcere chiede a Marion Wilson se vuole fare una dichiarazione. Wilson ha già rifiutato una volta oggi. Questa è la sua ultima possibilità. Decide di parlare.

Wilson dice: "Vorrei solo dire alla mia famiglia e ai miei sostenitori che li amo per sempre. La morte non può impedirlo. Non ho mai tolto la vita a qualcuno in vita mia. Loro pensano di saperlo meglio di me. Nessuno esce da questa vita vivo. Ci vediamo nell’aldilà”.

Sono le 21:40’ e gli occhi di Wilson continuano a muoversi da persona a persona. Aspetto una sorta di indicazione che mi dica che le operazioni sono iniziate. Non arriva mai.

Improvvisamente, Wilson urla: "Sto per essere libero." Lo ripete: "Sto per essere libero ... Non devo più preoccuparmi di una serie di catene." La sua voce è abbastanza forte da riecheggiare attraverso il vetro. È potuta entrare nella nostra stanza ovattata, ma chiaramente udibile. Appare fiducioso, come se stesse per andarsene, non per morire.

Lui sorride. Sembra fissare direttamente la donna vicino a me con i capelli rosa. Lei sta piangendo piano. Le lacrime le rigano il viso, gli occhi fissi su di lui. Lei gli manda un bacio.

21:42’: Il suo petto si gonfia. Respira pesantemente. I suoi occhi si chiudono.

21:43’: Il suo petto sussulta mentre la sua bocca sembra formare un grande sbadiglio, come se improvvisamente si fosse addormentato. Cerco di vedere se sta ancora respirando. Il suo petto si muove su e giù.

21:44’: Guardo il dottore nella stanza, che sta guardando pazientemente. Non so più se Wilson sta respirando.

21:45’: La signora dai capelli rosa sta piangendo. La sento singhiozzare. Penso di sentire vibrare il cellulare di qualcuno. Come è potuto entrare nella stanza? Forse è una guardia.

21:46’: Marion sembra stia dormendo. Sta fermo.

21:47’: Il suo incarnato sta cambiando, sta volgendo al grigio.

21:48’ Mi chiedo quando tutto questo finirà.

21:49’: Ancora in attesa. Una guardia trattiene uno starnuto nel lato sinistro della stanza

21:50’: Tutte le 30 persone nella stanza dei testimoni stanno ancora fissando Wilson dalla finestra di vetro. È da qualche minuto che non si muove né mostra alcun segno di dolore.

21:51’: Il tempo sembra trascorrere molto lentamente. Mi chiedo se ha funzionato o se in qualche modo è solo sedato. Dovrebbe impiegare così tanto tempo? Altri due dottori entrano rapidamente nella stanza da dietro il vetro. Anche il guardiano si precipita dentro. Sono in camice bianco e indossano gli stetoscopi. Lo esaminano, ascoltando ognuno le diverse parti del suo corpo, concentrandosi sul suo petto.

21:52’: L'altoparlante viene riacceso e il direttore del carcere parla. Dichiara le 21:52’ come il momento della morte e annuncia che l'esecuzione di Marion Wilson è stata effettuata secondo la legge.

Le tende dall'altra parte del vetro si chiudono. Sembra uno spettacolo e il film è finito. Sono rapidamente scortato fuori dalla stanza e di nuovo nel furgone con gli altri giornalisti.

Stiamo tornando rapidamente all'area dei media - tutti noi confrontiamo le note per assicurarci di citare accuratamente le ultime parole pronunciate da Marion Wilson Jr. Proprio così: siamo di nuovo tornati giornalisti. Conferma di dettagli, invio di informazioni entro i tempi dovuti. Ciò di cui sono stato testimone entrerà nel telegiornale delle 23 fra poco meno di un'ora. (Pupa)

7) ADDIO, CARO SOCIO ANDREA CAMILLERI!

 

Andrea Camilleri, grande uomo e grande scrittore, forte oppositore della pena di morte e dell’ergastolo, nel 2011 accettò di diventare Socio onorario del Comitato Paul Rougeau.

 

Il 17 luglio scorso, all’età di quasi 94 anni, è morto Andrea Camilleri, scrittore, sceneggiatore, regista e docente di arte drammatica. Chi di noi non ha amato i suoi piacevolissimi libri o il personaggio del commissario Salvo Montalbano da lui creato, brillante investigatore anticonformista, attorniato da simpatici collaboratori e magistralmente impersonato nei film dagli attori Luca Zingaretti e Michele Riondino (quest’ultimo per la versione del 'giovane Montalbano')?

Ma, più di ogni altra cosa, Camilleri era un grande Uomo, proprio di quelli con la U maiuscola, dotato di una profonda coscienza etica, sensibile alla sofferenza del prossimo e convinto sostenitore del rispetto dei diritti umani. In tutti i suoi libri (e in molte frasi messe in bocca a Montalbano anche nella versione cinematografica), Camilleri infilava commenti caustici contro il malgoverno, il razzismo o la mafia, e prese di posizione forti e decise contro chi, volendo bloccare l’immigrazione, provocava (e provoca) sofferenze e morte ai poveri derelitti che cercano rifugio in Italia, fuggendo da situazioni drammatiche.

Camilleri credeva nella forza della giustizia, quella vera, dell’etica, del fare politica onestamente, nel valore della nostra Costituzione, nella vera democrazia. Nel 2017, già cieco, esortò i giovani, in un’intervista fattagli dagli studenti del liceo classico Empedocle di Agrigento (lo stesso da lui frequentato da giovane) a partecipare alla politica e a rifondarla, credendo negli ideali alti della nostra Costituzione (1).

Forte oppositore della pena di morte e dell’ergastolo, nel 2011 accettò con grande convinzione, direi con entusiasmo, di divenire Socio onorario del Comitato Paul Rougeau.

Ci mancherà molto la sua parlata calma e arguta, ma per fortuna il suo spirito e il suo pensiero vivranno nelle pagine dei suoi libri e nei suoi discorsi registrati, permettendo a tante persone, anche ai giovani delle generazioni future, di seguire i suoi consigli e di condividere ai suoi sani principi etici. Noi, che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo e di apprezzarlo in vita, lo porteremo sempre nel cuore. (Grazia)

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(1) Vedi:

https://video.lastampa.it/cultura/l-appello-disperato-ai-giovani-di-camilleri-rifate-la-politica-lascio-un-mondo-incerto-e-ne-sono-deluso/101523/101535

8) NOTIZIARIO

 

California. Muore di morte naturale un detenuto nel braccio della morte. John Brown, detenuto nel braccio della morte di San Quentin dal 1982 è stato trovato privo di sensi nella sua cella alle 18:18’ di domenica 7 luglio. Le guardie e il personale medico hanno tentato di rianimarlo, ma il detenuto è stato dichiarato morto alle 18:47’. John George Brown, era stato condannato a morte nella Contea di Orange per l'omicidio di un poliziotto di 27 anni e l'aggressione di altri due poliziotti che, nel 1980, avevano tentato di notificargli un mandato di arresto. Da quando la California ha ripristinato la pena di morte nel 1978, 26 detenuti si sono suicidati, 80 sono morti per cause naturali, 13 sono stati messi a morte. Attualmente ci sono 734 condannati nel braccio della morte della California.

 

Cina. Giustiziato un serial killer, 23 anni fa fu messo a morte un innocente per uno dei suoi crimini. Il 30 luglio nella città di Hohhot, capitale della regione autonoma della Mongolia Interna, è stato messo a morte Zhao Zhihong, un serial killer dichiarato colpevole di una ventina di stupri e omicidi commessi tra il 1996 e il 2005. Per uno dei suoi crimini era stato giustiziato nel 1996 un uomo dichiarato innocente nel dicembre 2014. Le autorità cinesi presentarono scuse ufficiali ai genitori dell’innocente e pagarono un risarcimento pari a 320.000 euro.

 

Indiana. Niente pena di morte in cambio della rinuncia a contestare l’ergastolo. Tale Joseph Oberhansley l’11 settembre 2014 uccise e mutilò la sua girlfriend 46-enne Tammy Jo Blanton nella casa di lei Jeffersonville. Poi mangiò alcune parti del corpo della Blanton. Oberhansley ha ora evitato la pena di morte grazie ad un accordo tra i suoi difensori e l’accusa: la difesa ha rinunciato a chiedere clemenza per malattia mentale e l’omicida ha ricevuto l’ergastolo senza possibilità di liberazione.

 

Iran. Messi a disposizione gli organi dei condannati a morte. Il Ministro della giustizia iraniano, Ebrahim Raeesi, ha reso noto all’inizio di luglio che è stata approvata una legge che consente ad un condannato a morte di "offrire volontariamente un proprio organo prima o dopo l'esecuzione”. Perché la donazione possa avvenire occorre che non vi siano ragioni mediche che rendano gli organi inadatti al trapianto e che vi sia l’approvazione di un giudice, del Ministero della giustizia e del Coroner (magistrato cui è affidato il compito di indagare sui casi di morte eccezionali). La nuova legge è stata pesantemente criticata dall'Associazione dei chirurghi iraniana, che l'ha definita "estremamente preoccupante, dannosa per la nostra professione e il prestigio dell'Iran agli occhi del mondo civile". Un professore che lavora nell'unità di trapianto di fegato presso l’ospedale “Khomeini" di Teheran ed è membro dell'American Society of Transplantation ha dichiarato all'agenzia di stampa ISNA che nessun chirurgo utilizzerà la legge perché "è immorale e contro tutti i valori della professione”. "Un condannato a morte non è nello stato d'animo di offrire volontariamente i propri organi, a meno che non sia costretto a farlo da una pressione smisurata. I membri della nostra associazione non utilizzeranno mai questa legge," ha detto. Attualmente in Iran vi è un enorme deficit di organi disponibili per i trapianti, in particolare di rene, di cuore e di fegato, in particolare per coloro che non possono permettersi di pagare. Katayoun Najafizadeh, capo della Iran Donations Organisation Society, ha dichiarato che ci sono oltre 25.000 pazienti iraniani in attesa di un trapianto, ma solo 926 organi - principalmente da vittime di incidenti stradali - sono stati messi a disposizione degli ospedali lo scorso anno. Poiché è legale vendere organi in Iran, migliaia di persone da tutto il Medio Oriente visitano le cliniche private iraniane per pagare gli organi e saltare la lista d'attesa nei loro paesi. Questa carenza, insieme alla crescente povertà in Iran, ha portato a un mercato nero illecito in cui i poveri mettono in vendita uno dei loro reni.

 

Iran. Le autorità affermano che un uomo è stato messo a morte. Il 5 luglio la tv di stato iraniana ha reso noto che un uomo accusato di omicidio è stato impiccato nel carcere di Birjand. Le autorità non hanno però rivelato né l’identità del prigioniero ucciso, né la data esatta dell’esecuzione.

 

Iran. Non può pagare il prezzo del sangue: impiccato. La mattina di mercoledì 24 luglio, un uomo è stato impiccato nella prigione di Bandar-Abbas nell’Iran meridionale. Il prigioniero, Peyman Hamdollahi Boroujerdi, era stato condannato a morte per omicidio. “Peyman è stato arrestato per aver ucciso un uomo durante una lite. La famiglia della vittima ha chiesto una somma di denaro (equivalente circa 35.000 dollari) per perdonarlo. Sfortunatamente, la famiglia del condannato non poteva permettersi di pagare il prezzo del sangue", ha detto una fonte ben informata. Secondo il codice penale iraniano, l'omicidio è punito con la qisas che significa “rappresaglia”. In questo modo, lo Stato mette di fatto la responsabilità della condanna a morte per omicidio sulle spalle della famiglia della vittima. La famiglia della vittima ha la possibilità di perdonare o chiedere la diya (prezzo del sangue). In molti casi, un familiare della vittima è incoraggiato a mettere la corda attorno al collo del condannato e persino a eseguire l’impiccagione togliendo la sedia su cui si trova il morituro.

 

New Mexico. Annullate le ultime due condanne a morte. Il New Mexico ha abolito la pena di morte dieci anni fa (v. n. 168) ma l’abolizione riguardava soltanto i casi futuri. I due detenuti condannati a morte nello stato, Timothy Allen e Robert Fry, rimasero sotto sentenza di morte. In teoria avrebbero potuto essere giustiziati. Ora la Corte Suprema dello stato ha commutato le loro condanne capitali in ergastoli. Gli avvocati dei due condannati avevano chiesto l’annullamento delle sentenze capitali per il motivo che le sentenze dei due erano diventate incostituzionali con l’approvazione della legga abolizionista. Invece la Corte Suprema ha annullato le condanne a morte definendole sproporzionate rispetto alle condanne inflitte in casi similari. “Comparando i casi dei ricorrenti con altri casi ugualmente orrendi nei quali i colpevoli non sono stati condannati a morte, non troviamo nessuna significativa distinzione che giustifichi l’imposizione della pena di morte a Fry e Allen. L’assenza di tale distinzione rende la pena di morte contraria al mandato del popolo che la sentenza sia proporzionata alle pene imposte nei casi similari,” ha scritto la giudice della Corte Suprema del New Mexico Barbara J. Vigil. Ricordiamo che un tentativo di reintrodurre la pena di morte nel New Mexico è fallito nel 2017 (v. nn. 235, Notiziario; 236)

North Carolina. La famiglia della vittima contro la pena di morte per l’omicida. Il 27-enne Nathaniel Dixonin nel mese di giugno è stato giudicato colpevole di un omicidio commesso nel 2016 quando sparò alla 22-enne Candace Pickens e al suo figlioletto di 3 anni. Il bimbo perse l’occhio sinistro ma sopravvisse, la Pickens, che era incinta, morì. A suscitare il furore omicida di Nathaniel Dixonin fu il rifiuto di Candace Pickens di abortire il figlio di Dixonin. La famiglia della vittima, contraria alla pena capitale, ha incontrato gli accusatori chiedendo che l’omicida non fosse condannato a morte. Il 16 luglio Nathaniel Dixonin ha ricevuto una condanna all’ergastolo.

 

Texas. Muore di morte naturale un detenuto nel braccio della morte. Un cittadino messicano, detenuto nel braccio della morte del Texas per oltre due decenni, è morto per arresto cardiaco il 22 luglio. Un portavoce del carcere ha confermato che il 49-enne Ignacio "Nacho" Gomez, un cittadino messicano condannato a morte per aver ucciso 3 adolescenti ad El Paso, è morto per arresto cardiaco. Il personale carcerario lo ha trovato agonizzante nella sua cella nella Polunsky Unit intorno alle 5:37’ e lo ha portato in ospedale a Livingston, dove è stato dichiarato morto poco più di un'ora dopo. Il 49-enne aveva sofferto a lungo di malattie mentali e aveva trascorso gran parte del suo tempo nel reparto psichiatrico della prigione.

 

 

Questo numero è aggiornato con le informazioni disponibili fino al 31 luglio 2019